Storie di Flop e condivisioni belle: cose illustrate a Tapirulan 2026
Rientrare a casa dopo un weekend a Cremona lascia sempre un senso di pienezza, ma quest’anno l’emozione ha avuto un sapore diverso. Essere stata selezionata tra i 52 illustratori della mostra dell’associazione Tapirulan non è solo un riconoscimento professionale, è stato l’inizio di un’esperienza umana e creativa che difficilmente dimenticherò. Ho partecipato alla 21esima edizione del contest, che aveva come tema una parola (grande classico del concorso) tanto semplice quanto sfidante: FLOP.
Un tema che ho subito sentito vicino. Non riesco a contare quante volte nel corso della mia carriera e della mia vita abbia fatto flop. Questa volta il fiasco è stato però un successo: il mio flop monumentale ha guadagnato un posto nella mostra e nel catalogo.
L’emozione dell’inaugurazione e il confronto con la giuria
L’inaugurazione è stata il cuore pulsante dell’evento. Vedere il proprio lavoro esposto accanto a quello di tanti colleghi di immenso talento è uno stimolo incredibile. Ma il vero valore è stato dare un volto a quei nomi: ho conosciuto professionisti straordinari, scambiando sguardi e visioni sul nostro mestiere.

Un momento di particolare spessore è stato poter conoscere e dialogare con i membri della giuria. In particolare, è stato stimolante il confronto con Francesco Poroli. Mi ha svelato un retroscena che mi ha riempito d’orgoglio: avrebbe voluto assegnarmi il premio humor, trovando nel mio lavoro una chiave ironica molto forte. È stato affascinante notare il contrasto con la visione di Craig Frazier, ospite d’onore di questa 21esima edizione, che, con il suo background e la sua sensibilità americana, interpretava l’umorismo in modo diverso. Questo “scontro” costruttivo tra diverse visioni della stessa opera è, per un autore, una lezione impagabile su quanto il contesto culturale influenzi la lettura di un’immagine.
La cena con gli illustratori, poi, è stata il momento della sintesi: tra un piatto e l’altro, la condivisione si è fatta profonda, trasformando una selezione artistica in una vera comunità. Ho avuto la fortuna di conoscere e confrontarmi con artisti
L’incontro con Craig Frazier: tra artigianato e bit
Oltre alla giuria, l’incontro con Frazier di domenica mattina è stato illuminante per la parte tecnica. Ascoltarlo parlare del suo metodo di lavoro è stato prezioso, specialmente per chi vive quotidianamente il dualismo tra manualità e schermo.

Frazier incarna un equilibrio perfetto:
L’approccio artigianale: il valore del taglio, della materia e della sintesi visiva radicale.
Il supporto digitale: come strumento per finalizzare, senza mai soffocare l’anima del segno primordiale.

Abbiamo discusso anche del ruolo dell’Intelligenza Artificiale. Ne è emersa una riflessione necessaria: l’importanza di preservare quel processo “sporco”, manuale e profondamente umano che rende un’illustrazione viva e la distingue da un prodotto puramente algoritmico. Poter confrontarsi con un gigante dell’illustrazione rispetto a un tema così caldo, è stato fonte di
Cremona, una cornice perfetta
Infine, non si può non menzionare Cremona. Una città stupenda che ci ha accolti con la sua eleganza discreta, facendo da scenografia perfetta a queste giornate dedicate al bello. Tornerò in studio con le dita che prudono dalla voglia di mettermi al lavoro su nuove matrici e disegni, carica di stimoli e con un unico pensiero fisso: non vedo l’ora di replicare.
